Poesie del disamore



 

 

Pietrisco
 
 

Fammi piangere
amore mio!
Perché sulle colline azzurre
ed il cielo rosa
non trovo risposte riposo
e neppure te.
Se mi facessi  piangere
mi ritroverei forse
invece ho solo l'affanno
di cercarmi.
Vola come un angelo
nei miei cieli
fai cadere piogge d'amore,
asfalta  le strade  di ricordi,
rendi le notti  una coperta 
calda e stellata per tutti.

Il fico dimenticato invecchia
tra il pietrisco della ferrovia.
Fammi piangere amore mio
e ricorderò la rabbia
di quando sputavo per terra
di quando era sangue e sole
di quando donna era mitologia.
Fammi piangere
e riabbraccerò la vita
e quegli stupori di nuvole
che vedevo colorare
i miei occhi.
Fammi piangere
ed allora sorriderò.
Vieni,
ed io sorriderò.
 

 

 

Oltre
 
 

Pensavo al litorale
delle tue labbra distese
e a portare la prua sul tuo arenile.
Il viale dei desideri
in rapide prospettive immote
come vie di De Chirico.
Ti tendo la mano
con l'estensione della memoria
e ti sfioro con il brivido
prolungato della sera.
Nelle traiettorie
confuse delle nostre vite,
ti sono parallelo;
in quel variabile diaframma
l'origine delle nostre distanze.
Il mio amore forte anche dei mali
s'insinua e allarga 
i pori della pietra fino a scheggiarla.
Il mio amore eterno
come "deserto dei tartari".
Abbiamo seminato i nostri campi
e quelle piante vivranno
oltre le nostre stesse vite
oltre il nostro stesso amore.
Puoi lasciarmi
continuerai a vivermi dentro.
Puoi tradirmi col disprezzo,
le lacrime son già fiori d'argento
E poi se da quel giardino
meritiamo d'esser allontanati,
che si chiuda alle spalle
l'alto cancello di ferro.