Poesie del disamore



 

La farfalla
 
 

La bimba incespica 
nella lettura pomeridiana.
Mi divincolo liquidamente
dalla morsa dei sordi pensieri.
Le mucche lontane
soffiano lamenti dalle nari.
Il cane sciocco
latra all'incomprensibile.
Si confonde il pigolio
con i passeri
che incrociano la finestra.
La lenta sigaretta
si uccide in un filo
verticale di fumo,
in un serpente di cenere.
Galleggiano nel mio stagno
lei e le sue carezze con le ciglia.
Quei tocchi di farfalla han reso 
pesanti i miei modi
come il passo del montanaro.
Ho bisogno di cose pulite
perché ho già visto.
Bicchieri sgrassati che stridono,
odori di vecchio bucato
coi fiori di lavanda,
tenerezza 
del piccolo palmo dei bimbi.
Sei la piccola piega
dietro il ginocchio dell'adolescente.
Farfalla mia,
non mi resterà mai
la tua polvere colorata tra le dita.
 
 
 
 
 
 
 

 

 

Lo zoo
 
 

La mosca
segue le pieghe
del cartoccio.
Il ragno m'aspetta
vicino alle ciabatte.
Un uccellino
intrappolato si dibatte
nel tubo della stufa.
Sorrido dello zoo
della mia povera casa
che credevo vuota.

In questa palestra 
della solitudine
posso pensarti per ore
e le ore diventano stanze
in cui ti rivedo,
così continuo a starti accanto.
Non ti distinguo più da me.

La tenda si anima
col lento soffio notturno.
La luna splendente distintivo
sul revers della notte,
mi dilata il bisogno di te.

Divento l'auriga impetuoso
che insegue la soluzione
del tempo e dello spazio
tra noi.

Volo e t'avvolgo
nel nero tulle 
dell'amoroso mistero,
nelle altissime spire
dei sentimenti velati.